18 Nov 2016

Fallout radioattivo e contromisure alimentari

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Abbiamo il piacere di condividere con voi questo estratto di uno studio del prof. Giorgio Fusconi, ricercatore dell’Università di Piacenza, pubblicato sulla rivista Le Scienze e dedicato al ruolo delle argille nella protezione dell’organismo dalle radiazioni.

“L’inserimento di una comune argilla, la bentonite, nell’alimentazione del bestiame ha consentito di ottenere riduzioni dal 60 all’80 per cento nella contaminazione da cesio 137 e cesio 134 del latte e della carne.

Nella breve storia dell’impiego dell’energia nucleare a scopi pacifici, in particolare per la produzione di energia elettrica, si sono verificati diversi incidenti che hanno comportato la liberazione nell’ambiente esterno di quantità più o meno rilevanti di materiale radioattivo. Il più grave incidente a una centrale elettronucleare è stato senza dubbio quello avvenuto il 26 aprile 1986 a Chernobyl in Ucraina, quando si è verificata la  fuoriuscita di una rilevante quantità di materiale radioattivo.

Il fallout radioattivo comporta una contaminazione ambientale che ha una ricaduta su tutti i livelli della catena alimentare. Mentre per i vegetali la principale fonte di contaminazione è di tipo diretto ed è data dalla deposizione delle particelle radioattive sulla superficie delle foglie, per gli animali e per I’uomo essa è soprattutto di tipo indiretto ed è rappresentata dall’ingestione di alimenti contaminati.

Tra gli alimenti consumati dall’uomo quelli in grado di apportare all’organismo il maggiore quantitativo di radionuclidi sono le verdure, la carne e iI latte; quest’ultimo in particolar modo rappresenta un alimento a elevato rischio per I’infanzia.
Gli animali in produzione zootecnica vengono alimentati generalmente con prodotti di origine vegetale e alcuni di questi, in modo particolare i foraggi, in seguito a fallout  radioattivo possono risultare notevolmente contaminati.

La messa a punto di tecniche efficaci nel ridurre il trasferimento dei radionuclidi in queste matrici alimentari comporterebbe quindi, in situazioni di emergenza in seguito a incidenti nucleari, un minor rischio sanitario per I’uomo e potrebbe evitare la distruzione di ingenti quantità di alimenti contaminati.

L’aggiunta di integrazioni alimentari a base di argille alle razioni per vacche da latte costituite da foraggi o da altri alimenti contaminati in seguito a fallout radioattivo determina una sensibile riduzione dei livelli di attività del latte.

La bentonite è risultata I’argilla più efficace nel ridurre il livello di contaminazione del latte. L’aggiunta della bentonite nell’alimentazione delle vacche da latte non ha avuto effetti negativi né sul metabolismo minerale degli animali né sull’appetibilità degli alimenti. In situazioni di emergenza il suo impiego potrebbe essere esteso su larga scala inserendo la bentonite nei mangimi commerciali senza che i singoli allevatori siano chiamati ad adottare alcun provvedimento.

I risultati ottenuti nelle prove da noi condotte confermano I’efficacia della bentonite nel ridurre notevolmente l’assorbimento intestinale del cesio 137 e del cesio 134 e di conseguenza i livelli di attività nel latte e nella carne.

L’uso della bentonite come misura preventiva per ridurre la contaminazione delle derrate alimentari di origine animale in situazioni di emergenza potrebbe essere applicato su larga scala inserendola, agli opportuni livelli, nei mangimi di produzione industriale o aziendale senza che il singolo allevatore  debba operare alcun cambiamento nella tecnica di alimentazione del bestiame.”

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