03 Gen 2017

La pianta, come l’uomo, è un essere metà terrestre e metà celeste

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C’è un filo teso tra la Terra e il Sole

 e felici vi si aggrappano le piante.

La scienza dello spirito, sviluppando la visione goethiana della pianta, ci descrive tale essere composto da tre parti: radice, foglie e fiore. Questo ultimo nelle piante inferiori si trasforma in seme e, in quelle superiori oltre al seme da vita anche al frutto.

La radice ha un rapporto diretto e profondo con la Terra e con gli elementi minerali del suolo. Le radici delle varie piante si relazionano e comunicano silenziosamente tra di loro. Tali connessioni e relazioni, ricordano quelle delle cellule nervose del nostro cervello. La foglia galleggia nell’aria, sua naturale dispensa di anidride carbonica e acqua. Il fiore guarda il sole di giorno e il cielo stellato di notte, con una certa nostalgia. Tale nostalgia è il filo di Arianna che ci può condurre a scoprire quella dimensione dello spazio dove vive l’altra metà della pianta, che possiamo immaginare essere costituita da sentimenti e pensieri. La singola pianta non è in grado di provare un sentimento o di formulare un pensiero, ma lo spirito che governa l’intero mondo vegetale sì. Esso si emoziona, esso pensa. I suoi sentimenti e i suoi pensieri quando arrivano sulla terra diventano impulso evolutivo che trasforma e fa evolvere tutte le piante.

La nostra scienza ci ha abituati a pensare che ciò che vediamo con gli occhi è la pianta nella sua interezza. In realtà non è così. Ciò che i nostri occhi vedono è solo la metà della pianta, e precisamente la parte minerale, composta da radice e legno, e la parte fluida, composta da foglia e fiore. La pianta durante l’inverno è tutta raccolta nella sua radice e dorme profondamente. In primavera essa si risveglia dal letargo e si riveste di foglie. Potremmo dire che lo sviluppo e la crescita della parte terrestre della pianta si arresta con la foliazione.

La pianta attraverso la foglia si relaziona con l’atmosfera, respira, assorbe acqua e anidride carbonica ed emette ossigeno, indispensabile per la nostra vita. Oltre a tale respirazione, che potremmo definire una respirazione acquosa terrestre, in primavera tutte le piante vengono afferrate da un’altra respirazione molto più grande, che ha una portata cosmica e una natura di fuoco. Essa è la respirazione calorica che investe tutto il mondo vegetale e lo fa fiorire. La respirazione fogliare produce ossigeno per gli uomini, gli animali e la terra, la respirazione calorica fa sbocciare i fiori, li colora e li rende profumati, inoltre essa produce frutti e nutrimento per tutti gli esseri. Un vero e proprio miracolo, la manna che cade dal cielo. Questo miracolo al quale oggi nessuno fa più caso, si ripete ogni anno in primavera e in estate. La fioritura e la fruttificazione cambiano l’atmosfera del mondo e in una certa misura, modificano anche il nostro modo di sentire e di pensare. Per inciso il cielo della primavera è dominato da tre grandi stelle molto luminose disposte come un triangolo : Arturo, Spica, Regolo, appartenenti rispettivamente alle costellazioni di Boote, Vergine, Leone.

Un triangolo, un trigono che inonda la terra di nuova luce. Alla fine dell’estate il calore cosmico che, come un’immensa nuvola invisibile,aveva avvolto tutte le piante del pianeta, si ritira, ritorna a casa sua. Le due parti della pianta, quella cosmica che aveva dato vita al fiore frutto, e quella terrestre che genera radice foglia, si separano. Tale separazione getta un velo di malinconia sulla terra che viene avvolta da un’ atmosfera di sottile dolore. E’ l’atmosfera autunnale opposta alla gioiosa atmosfera primaverile. La pianta cosmica porta in cielo attraverso il fiore un elemento che vive solo sulla terra, il calore umano. La pianta terrestre porta dentro la terra attraverso le radici più di un elemento: il perdono e l’amore divino. Così misteriosamente attraverso l’alternarsi delle stagioni la metà superiore della pianta con i suoi fiori diffonde nei cieli il calore dell’uomo e la sua metà inferiore con le radici porta dentro il cuore della terra il fuoco divino.

Dott. Giuseppe Ferraro

 

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